1922 -1923

Il governo di Mussolini che si era formato il 31 ottobre 1922  formato oltre che da fascisti, da liberali, popolari ed indipendenti, aveva ottenuto una larga maggioranza alla Camera. Imprimendo alla politica un orientamento contrastante con quello adottato da Giolitti, Mussolini lasciò libero corso alle forze imprenditoriali dell'industria, della finanza e dell'agricoltura, annullando i provvedimenti fiscali precedenti, sciolse le amministrazioni comunali e provinciali, che erano nelle mani di socialisti o di popolari, liquidò le cooperative, ossatura del socialismo, colpì le leghe nelle campagne aumentando la reazione agrarie, annullò le organizzazioni sindacali e dell'opposizione di sinistra permettendo così la diminuzione dei salari, adottò una serie di misure economiche per rivalutare la lira.  Le varie opposizioni nel frattempo attendevano ilo ritorno alla normalità con l'abolizione dello squadrismo ed il ripristino del rispetto della legge anche per i fascisti. Mussolini che aveva raggiunto il potere con l'aiuto dei conservatori e della monarchia nei primi tempi rispettò la normalizzazione. Ma la corrente più radicale del fascismo, facente capo a Roberto Farinacci, reagì con forza ad ogni prospettiva di moderatismo da parte del fascismo. L'opposizione chiese lo scioglimento delle squadre fasciste, che Mussolini allora trasformò in "Milizia volontaria per la sicurezza nazionale", una vera e propria forza armata del regime, fondata il 1 febbraio 1923. Il 13 gennaio 1923 Mussolini istituì il Gran Consiglio del Fascismo, che riuniva i maggiori esponenti del fascismo e che assunse una funzione sempre più decisiva nella vita politica e che il 15 maggio 1923 definì i caratteri nazionali e sociali del sindacalismo fascista.  Entro la fine del 1922 aveva così avuto inizio l'occupazione dello stato e a metà dicembre si ebbe la prima seduta del Gran Consiglio del fascismo, che pur senza precise attribuzioni, riunendo regolarmente i massimi funzionari del movimento e del partito, si pose agli esponenti con cariche istituzionali come un governo parallelo. Costituita la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (MVSN), unico corpo armato che non prestava giuramento di fronte alla corona , Mussolini rese organo dello stato le squadre fasciste.Ci furono pressioni sugli alleati di governo perché definissero la propria posizione rispetto ai fascisti, il che portò il partito popolare ad uscire dalla maggioranza nel marzo del 1923  dopo che nel congresso di Torino nel 1923 aveva assunto posizioni antifasciste ed aumentarono le violenze ai danni di esponenti, organi di stampa, sezioni sindacali e di partito degli ambienti di opposizione.  Alla compattazione del quadro politico mirò come già abbiamo detto la riforma elettorale Acerbo presentata dal governo ed approvata dalla Camera nel novembre del 1923, con la quale una lista di maggioranza con almeno il 25% dei voti avrebbe conseguito i due terzi dei seggi parlamentari.Nel governo Mussolini il ministero della pubblica istruzione viene affidato a GIOVANNI GENTILE (Castelvetrano, Trapani1875 -Firenze 1944) che lo terrà fino al 1 luglio 1924. Studiato alla scuola normale superiore di Pisa, fu docente universitario a Palermo, Pisa e a Roma.Dal 1903 collaborò alla rivista "La Critica" diretta da Benedetto Croce.Oltre a ministro della pubblica istruzione, fu membro del parlamento fascista e senatore, diresse la Scuola normale di Pisa e l'istituto per l'Enciclopedia italiana e dal 1943 alla morte fu presidente dell'Accademia d'Italia.Dopo l'8 settembre 1943 aderì alla repubblica di Salò. Fu ucciso a Firenze dai partigiani il 15 aprile 1944.

Ritratto di Giovanni Gentile, dall'enciclopedia Larousse

In virtù della Legge Delega del 3 dicembre 1922 n.1601, Gentile emana la serie di decreti di riforma della scuola: O.M.11 febbraio, programmi didattici per le scuole elementari, RR.DD. 11 marzo n.635 e 7 ottobre n.2132, assunzione dei maestri per concorso pubblico per titoli ed esami, R.D. 15 marzo n.684, istituzione dell'Ente Nazionale per l'educazione fisica (Enef) che sarà soppresso nel 1927 quando l'insegnamento dell'educazione fisica sarà affidato all'Opera nazionale balilla, RR.DD. 6 maggio e 31 dicembre n.2909 sui rapporti tra scuola pubblica e privata e istituzione dell'esame di stato.  Dobbiamo dire che il fascismo giunse al potere privo di una qualsiasi vera e propria programmazione scolastica. Nel programma del 1921 il fascismo si presenta come una realtà politica che è interessata anche alla soluzione dei problemi scolastici. Il programma redatto da MASSIMO ROCCA, d'accordo con Mussolini, prevede per la scuola: a) potenziamento dell'istruzione elementare e della lotta contro l'analfabetismo; b) libertà dell'istruzione media ed universitaria, c) caratterizzazione della scuola media e superiore come classica, d) miglioramento delle condizioni degli insegnanti, e) enfasi nazionale della cultura scolastica. Mussolini aveva bisogno di un programma sistematico nei confronti della scuola sia per formare i quadri dirigenti sia per la socializzazione della sua politica.  La necessità di creare una scuola ad hoc e la possibilità di accogliere quanto già esisteva sulla scuola fecero sì che la prima importante riforma di Mussolini fosse quella della scuola. " Sono cinquant'anni - scriveva Mussolini nel 1923 - che si dice che la scuola va riformata e che la si critica in tutti i modi: si è gridato in mille toni che bisogna rendere finalmente la scuola seria, formativa dei caratteri e degli uomini. ........E' quindi necessario che gli studenti studino sul serio se si vuole fare l'Italia nuova. ecco le ragioni profonde della riforma Gentile: di quella che io chiamo il più grande atto rivoluzionario osato dal Governo fascista in questi mesi di potere".  La filosofia di Gentile costituì una giustificazione del fascismo, ammettendo la teoria di uno stato etico come forma suprema di realtà spirituale con cui la volontà e la libertà dei cittadini dovevano coincidere. Esaltando la libertà e la forza creatrice dell'uomo riposta nell'io trascendentale che manifesta la sua attività negli istituti della Storia, Gentile dette un andamento teorico e un appoggio pratico al fascismo, riconoscendo l'autorità dello stato di Mussolini come il mezzo della liberazione e della completa realizzazione dell'individuo. Gli idealisti videro nel fascismo la possibilità di via libera nell'organizzazione della scuola che per Gentile " deve formare i capi, cioè coloro che pensano a sé e agli altri". La struttura della riforma Gentile realizzava gli interessi della conservazione ma non soddisfaceva completamente gli interessi del fascismo né delle forze politiche conservatrici , per cui sarà oggetto di critiche sia dalle forze fasciste che di opposizione. Essa era una riforma che corrispondeva ad alcuni obiettivi dei primi anni '20, di una fascismo secondo cui l'intelligenza avrebbe vinto la politica e prevalso sulla trasformazione in senso reazionario della società. Dovevano essere create poche scuola ma buone, pochi docenti ma di élite, quindi siamo su una posizione culturale aristocratica, lontana dall'occuparsi dell'esigenze di massa. Venne sfoltita l'amministrazione scolastica, sostituendo i 73 provveditorati con 19 provveditorati regionali e soppressi gli ispettori generali, regionali e provinciali, restarono soltanto 37 ispettori e quelli delle scuole primarie furono ridotti dal 180 a 110. I direttori erano reclutati d'ora in poi per concorso e non più eletti dal Consiglio Comunale. Si ha il cambiamento più organico del sistema scolastico della legge Casati, lasciando alla scuola un carattere elitario ed accentratore , ispirandosi alla disciplina, alla gerarchia ed alla sottomissione all'autorità, rinforzando l'autoritarismo burocratico e didattico richiamandosi direttamente alla legge Casati e accentrando nelle mani del ministro tutta l'organizzazione scolastica. Il pesante conservatorismo della riforma gentiliana, che attraverso un'accentuata canalizzazione professionale privava la scuola di ogni mobilità sociale, che aveva cominciato ad acquistare con i miglioramenti apportati alla legge Casati , rappresentò una propria restaurazione, nel senso di uno sfoltimento delle istituzioni scolastiche più moderne, rendendo vane le conquiste ottenute dalle forze democratiche nel settore educativo e giuridico della scuola , accentuando l'autoritarismo e la selezione classista.Ad Amelia il Comune dal giugno 1922 era guidato dal sindaco Aristodemo Zingarini, nella seduta del 4 settembre 1922 tra le varie comunicazioni del sindaco si delibera il sussidio di lire 2000 da concedere al Comitato per i festeggiamenti di agosto e vengono nominati due membri della Congregazione di Carità il signor Pernazza Amedeo ed il signor Castellani Abele. Nella seduta del 30 ottobre 1922 viene proclamato segretario del Comune di Amelia il signor Michele Della Vedova e nella seduta del 16 novembre 1922 viene nominato il contabile interino nella persona del ragioniere Perotti Alfredo per la durata di tre mesi e viene nominata come insegnante di lingua francese nella Scuola Tecnica di Amelia la signora Gradoli Vittoria.Si delibera di trasformare il posto di applicato di segreteria chiamandolo applicato archivista e di affidare le mansioni già stabilite per l'applicato di segreteria a quelle di archivista con lo stipendio annuo di lire 4100 al signor Assettati Osvaldo. Il Consiglio inoltre delibera d'insistere nella domanda già presentata al Ministero delle Finanze per l'acquisto dell'intero fabbricato dell'ex Casa di Pena che si propone di adibire per la scuola professionale e si delibera di accettare l'eredità di Angelo Ciatti alle condizioni stabilite dal testamento.Nella seduta del 19 dicembre 1922 si delibera la somma di lire 1250 per i restauri ai tetti della chiesa di S. Francesco e viene nominata la Commissione Elettorale per il biennio 1923 -1924 costituita tra i vari membri effettivi da Castellani Abele, Liberati Cafiero. Tra le varie delibere ricordiamo la decisione per il contributo da erogare a favore del Comitato per l'assistenza civile e religiosa degli orfani dei morti in guerra e per l'assistenza degli orfani dei contadini.Il 13 gennaio 1923 vengono respinte le dimissioni del sindaco e di alcuni assessori e nella seduta del 13 febbraio 1923 viene proclamato assessore effettivo in sostituzione del cavalier Pernazza Amedeo il cavalier Tito Barcherini. Il Consiglio conferma il sussidio di lire 2000 alla Società "L'Umbra" per la corsa Amelia -Todi.Il signor Rosa Eugenio ed il signor Carità Carlo vanno a sostituire nella Congregazione di Carità i signori Vittori Umberto e Colonna Paolo. Il Consiglio accoglie la domanda presentata dal signor Fortunati Egisto per l'assunzione del servizio funebre.Tra le proposte del 13 marzo 1923 c'è la nomina del cappellano del cimitero urbano in seguito alle dimissioni del parroco don Virgilio Spagnoli.Si proclama eletto il reverendo canonico Pastura don Raffaele cappellano del cimitero urbano con lo stipendio annuo di lire 900. Viene nominato maestro di musica e direttore del Concerto Comunale il signor Franchi Alessandro per la durata di 6 mesi.Viene letto il capitolato per il servizio dei trasporti funebri del Comune di Amelia e tra i vari articoli interessante è l'articolo 4 che prevede le tariffe seguenti: carro di prima classe a due cavalli lire 70, di seconda classe lire 40, di terza classe è considerato per i poveri e per tutti coloro che richiederanno il trasporto dei cadaveri gratuitamente.Si delibera la costruzione della line a telefonica Amelia -Terni includendo nel contratto con la ditta l'allacciamento di Fornole e di confermare il sussidio di lire 12.000 pere il corrente anno concesso per la seconda corsa Amelia -Orte e si conferma anche per l'anno 1923 il sussidio di lire 2000 alla Società Automobilistica l'Umbra per il servizio Amelia -Todi. Viene deliberato anche di portare il sussidio annuo del Patronato scolastico di Amelia dal lire 250  a lire 300 annue e che la fiera di merci e bestiame si svolga anziché il 24 maggio il 25 maggio di ogni anno. Nella seduta del 27 marzo 1923 il Consiglio Comunale approva la proposta del presidente di costruire almeno due latrine pubbliche a sistema economico.Nella seduta del 27 aprile si approva anche la proposta del presidente del lascito Edilberto Rosa che ha lasciato in proprietà al Comune un podere chiamato Cenciolello da servire a scopo di beneficenza lasciandone l'usufrutto alla sua domestica Maria Antonia Perelli.Si delibera di aderire al costituendo consorzio antitubercolare fra i Comuni della Provincia di Perugia e la provincia stessa.Viene concesso un sussidio di lire 3000 per le spese di inaugurazione a favore del monumento ai caduti e si accetta il mutuo di lire 330.000 per l'ampliamento del cimitero urbano.Nella seduta del 21 giugno 1923 tra le varie proposte il Consiglio comunale di Amelia delibera il contributo annuo al Consorzio provinciale Antitubercolare e conferma la delibera del sussidio di sottoscrizione  mutilati ed invalidi di Amelia, l'erogazione del contributo del Comune per la mostra zootecnica e l'indennità caroviveri ai dipendenti comunali. Si delibera infine di accettare l'eredità Rosa Edilberto e di trasformare l'attuale scuola tecnica comunale pareggiata in istituto tecnico di primo grado.Il 29 giugno 1923 il presidente presenta le dimissioni della Giunta con le seguenti motivazioni " I sottoscritti facenti parte del Consiglio Comunale di Amelia, espletato il programma per il quale ebbero il mandato dagli elettori, considerato il momento politico, a ciò di dar campo alla nuova tendenza nazionale di prendere parte alla pubblica amministrazione, rassegnano le proprie dimissioni " A rassegnare le dimissioni sono Aristodemo Zingarini ed altri assessori.