LA LEGISLAZIONE DELLA SCUOLA ELEMENTARE 

Carta della Scuola  pubblicata il 15 febbraio 1939

Legge sull'inquadramento dei maestri nel ruolo statale n.675 del 1-6-1942

Programmi ministeriali  pubblicati con D.M. n.459 del 9-2-1945

Istituzione della scuola popolare con D.L. n.1599 del 17-12-1947

Programmi ministeriali pubblicati con D.P.R. n.503 del 14-6- 1955

La prima legge importante della scuola elementare è la Legge Casati del 1859, la quale istituì le scuole elementari pubbliche, distinguendole in due gradi, inferiore (prima e seconda classe) e superiore (terza e quarta classe) ed in urbane e rurali, successivamente la Legge Coppino del 1877 ribadisce l'obbligatorietà del corso inferiore della scuola elementare, che da due passa a tre anni. Segue nel 1878 la  Legge De Sanctis  con la quale fu reso obbligatorio in tutte le scuole di ogni ordine e grado l'insegnamento della ginnastica.La Legge Boselli del 21 settembre 1888 sostituì con le "nozioni dei doveri dell'uomo e del cittadino" l'insegnamento religioso che veniva impartito soltanto ai figli dei genitori che ne facevano esplicita richiesta.La Legge Baccelli n.287 del 29 novembre 1894 allo studio dei " doveri" aggiunse quello dei " diritti" del cittadino e regolò raggruppamenti di materie quali quello di storia, geografia, diritti e doveri e quello di educazione morale e disciplina.Il Novecento si apre con la Legge Nasi (che tra l'altro disciplinò il numero massimo di alunni da affidare ad ogni maestro) del 1903, che istituì la figura del direttore didattico e la direzione didattica obbligatoria nei Comini con popolazione non inferiore ai 10.000 abitanti; la Legge Orlando del 1904, che porta l'obbligo scolastico fino al dodicesimo anno di età e crea la sesta elementare, che con la quinta viene a costituire il corso popolare. Nel 1905 con il R.D. n.43 del 29 gennaio  furono emanati i nuovi programmi per la scuola elementare, nel 1906 fu emanata la legge n.383 del 15 luglio, con provvedimenti per il Mezzogiorno, la Sicilia e la Sardegna in ordine alla costruzione, all'ampliamento e al restauro degli edifici scolastici, all'istituzione di nuove scuole, di direzioni didattiche e di scuole serali e festive per adulti analfabeti.Nel 1908 il Regolamento generale approvato con R.D. del 6 febbraio n.150 abrogava il precedente Regolamento del 9 ottobre 1895.Nel 1911 viene emanata la Legge Credaro che effettua una revisione generale della struttura della Scuola elementare, che veniva in parte avocata all'amministrazione scolastica provinciale, sottraendola ai Comuni, i quali  non riuscivano a fronteggiare le spese per il mantenimento delle scuole elementari.In seguito non abbiamo più leggi significative per la scuola elementare, ricordiamo soltanto le leggi n.1239 del 6 luglio 1919, la n.725 del 13 maggio 1920 ed i RR.DD.n.1771 del 21 settembre 1919  e n.1971del 23 ottobre 1919 che riguardano lo stato giuridico ed economico dei maestri, i quali, essendo stata abolita la distinzione in scuole urbane e rurali e le relative classi di stipendio istituite dalla legge Credaro, furono distinti a seconda del grado ordinario e straordinario, in base all'anzianità di ruolo articolata su otto classi di stipendio con passaggi quadriennali.La legge più importante della scuola elementare nel secondo ventennio del secolo è la Riforma Gentile del 1923, che fu una riforma liberale a carattere conservatore.Questa riforma rinforzò il carattere selettivo dell'organizzazione scolastica, il carattere umanistico della cultura e dimostrò una sottovalutazione della cultura scientifica e diede alla scuola elementare i nuovi programmi didattici emanati con R.D. del 1 ottobre 1923 n.2185.Dopo i programmi Gentile si attua nella scuola un processo di fascistizzazione, che scaturisce in diverse leggi, quali l'istituzione dell'O.N.B con la legge del 3 aprile 1926 n.2247, il Testo Unico del 5 febbraio 1928 n.577 per le leggi sulla scuola elementare. Con la legge del 7 gennaio n.8 del 1929 si stabilisce l'adozione in tutte le scuole elementari del testo unico di Stato, con R.D. del 1 luglio n.786 del 1933 si stabilisce l'avocazione allo stato di tutte le scuole elementari. Segue con D.M. del 20 settembre 1934 n.28 l'emanazione dei programmi per le scuole elementari, nel 1936 con il R.D. n.634 del 10 aprile e R.D. n.762 del 7 maggio si fissano le modalità per la determinazione delle discipline, delle esercitazioni pratiche e degli orari nelle scuole elementari e medie, con R.D. del 27 ottobre n.1839 è istituita la Gioventù italiana del Littorio e con R.D. L.del 23 settembre 1938 n.1630 si emana il Testo Unico sulle norme per la difesa della razza nella scuola.Queste leggi sono coronate dalla legge più importante, la Carta della scuola, pubblicata il 15 febbraio 1939, che fu il più organico progetto di razionalizzazione del sistema scolastico nel senso di renderlo un sistema fascista chiuso. La scuola primaria (chiamata di primo ordine) veniva divisa in due cicli: scuola elementare triennale e scuola del lavoro biennale,in questo modo i fanciulli delle classi subalterne dovevano abituarsi fin dalla più tenera età al lavoro manuale e la scuola primaria ma anche secondaria veniva ad acquistare un carattere selettivo -classista. La carta di Bottai ha avuto iniziale applicazione solo con l'istituzione della scuola media nel 1940. La caduta del fascismo e l'instaurazione della democrazia nulla innovarono nell'ordinamento della scuola dell'obbligo, salvo gli interventi attuati con l'emanazione dei nuovi programmi didattici del 1945. Questi programmi compilati da una commissione assistita dal professor Wasburne furono ispirati allo spiritualismo pragmatista e alla metodologia americana. Oltre alla materia della religione, vi si nota l'educazione morale e civile unita all'educazione fisica. In posizione polemica con l'idealismo viene affermato il principio dell'autogoverno come riflesso didattico del principio democratico, il principio attivistico nell'accentuazione data al lavoro, il principio di collaborazione come efficiente propedeutica dell'educazione del fanciullo e si ritorna alla ricerca metodologica accentuando il valore del metodo e della base psicologico- scientifica secondo un orientamento generico e non precettistico.  Nel 1947 il ministro Gonella nell'ottica della riforma della scuola, alla quale dedicò una grande inchiesta , istituì la scuola popolare per combattere l'analfabetismo strumentale e l'analfabetismo di ritorno, organizzando vari corsi  ,i  corsi A per gli analfabeti, i corsi B per il conseguimento della licenza della classe quinta elementare, i corsi C per l'insegnamento culturale e professionale di tipo post elementare. A queste istituzioni di base si aggiunsero i centri di lettura, i corsi Gracis, i corsi di orientamento musicale e le scuole carcerarie. La Costituzione fissò la durata dell'obbligo scolastico in otto anni, ma questo principio si poté attuare soltanto con l'istituzione della scuola media unica. Con l'emanazione dei programmi del 1955  per la scuola elementare, furono istituite le classi post-elementari (sesta, settima ed ottava),  abolite con la legge 31 dicembre n.18959  1962, istitutiva della nuova scuola media.Nel 1957 con la legge del 24 dicembre n.1254, per dare fondamento giuridico ad un'importante indicazione pedagogica contenuta nei nuovi programmi, fu realizzata una significativa modifica dell'ordinamento scolastico con il passaggio dall'ordinamento didattico per gradi a quello per cicli. Queste innovazioni degli anni '50 furono limitative al processo di apertura della scuola verso la società e si dovranno attendere gli anni 60 con le lotte studentesche e le grandi leggi degli anni '70, quali i Decreti Delegati o la legge 821 ,per un nuovo modello di scuola come comunità educante.